Space Shuttle

Il primo volo Space Shuttle

È il 12 aprile 1981: da Cape Canaveral parte il primo volo del programma Space Shuttle, con la navetta Columbia.

Questi cargo cosmici avrebbero dovuto permettere voli spaziali economici, e la possibilità di lanci frequenti, addirittura settimanali. In realtà le navette si sono rivelate  costose anche se gli Shuttle, a metà strada tra un tir spaziale e una gru, si sono rivelati il mezzo più idoneo per la messa in orbita e la manutenzione di grandi apparecchiature come il telescopio spaziale Hubble.

La partenza

Costruire uno Space Shuttle costa indicativamente 1,7 miliardi di dollari (poco meno di 1,2 miliardi di euro dell'epoca). L'orbiter, ovvero la navetta vera e propria, è composta da oltre 10 milioni di pezzi, tutte ad alta tecnologia. Di queste 2,5 milioni sono parti meccaniche.

Gli astronauti John Young  e Robert Crippen, sono stati i primi uomini a volare con lo Shuttle. Dopo i primi 4 voli di test, lo Space Shuttle inizia la fase operativa del programma e con essa mette in orbita due satelliti per telecomunicazioni privati. 

Il costo medio di ogni missione, tra preparazione e volo, si aggirava intorno ai 775 milioni di dollari (quasi 700 milioni di Euro dell'epoca).

Nelle 134 missioni compiute gli Shuttle hanno completato oltre 20 mila orbite terrestri.

Sally Ride nel 1983 è stata la prima donna statunitense ad andare nello spazio e  a volare con lo Shuttle: rispose semplicemente a un annuncio della Nasa. Un programma spaziale con "quote rosa" piuttosto modeste: dei 355 astronauti che hanno volato con lo Shuttle soltanto 49 sono donne, pari al 13,8%.

L’esplosione

27 gennaio 1987: Esplosione del Challenger. Lo Shuttle "esplose" dopo circa un minuto dalla partenza a causa di una perdita da uno dei due razzi ausiliari. L'incidente allo Shuttle Challenger venne seguito in diretta da milioni di americani: erano morti 7 astronauti. A bordo  anche la maestra, Christa McAuliffe, che avrebbe dovuto tenere una lezione di scienza dallo spazio.

Il programma Space Shuttle si fermò per 3 anni.

L’ultimo disastro coinvolse invece  il Columbia lanciato il 16 gennaio 2003.

Durante la fase di rientro il primo febbraio 2003 un boato improvviso e poi una lunga scia bianca: finiva così' la storia dello shuttle Columbia, a soli 16 minuti dall'atterraggio. A bordo c'erano sette astronauti, cinque uomini e due donne, vittime di quello che è stato l'ultimo grande disastro dell'era spaziale.

La colonizzazione della Stazione Spaziale Internazionale

Il 2 novembre 2000, la Stazione Spaziale Internazionale veniva “colonizzata” per la prima volta da un equipaggio internazionale. Expedition 1, la prima spedizione di astronauti e cosmonauti (William Shepherd, Sergei Krikalev e Yuri Gidzenko) che avrebbero abitato il nostro avamposto nello spazio per un lungo periodo. 

Ma non solo: la "conquista dello spazio", fino ad allora mossa dalla competizione tra le potenze della terra, prendeva una nuova strada, quella della cooperazione di tutti: Stati Uniti, Russia, i Paesi dell'Europa e altri ancora come preconizzato da Kennedy.

Tuttavia la storia della ISS non è iniziata quel 2 novembre del 2000.

L’Italia, tramite l’Asi, sfruttò le competenze che aveva acquisito con la costruzione dello Spacelab per stipulare con la Nasa accordi bilaterali specifici per fornire moduli abitativi.  

La Russia divenne anch’essa protagonista di questa nuova avventura spaziale e tra il dicembre del 1994 e il gennaio del 1998 costruì il modulo Zarya (Alba), un nome denso di significati.

Il 20 novembre 1998 Zarya venne lanciato dalla base spaziale da Baikonour. Il modulo progettato per volare da solo e in  modo autonomo per un periodo non superiore agli otto mesi, si autosostenne per circa 2 anni. Come un enorme giocattolo in Lego a 400 km di altezza, il  modulo Zarya era stato raggiunto e collegato al modulo Unity, che doveva servire per la connessione di altri moduli a quello già in orbita, una struttura che in astronautica viene chiamato “nodo”.

Il primo europeo? Un italiano!

Nel 2001 Umberto Guidoni, astronauta italiano, face visita ai tre astronauti della ISS durante un volo dello Space Shuttle Endeavour, diventando il primo astronauta europeo a visitare la stazione in costruzione.

La tragedia dello Shuttle Columbia nel 2003 bloccò i voli della navetta spaziale e con essi la crescita della Stazione Spaziale.

L’ISS che venne ridimensionata rispetto alle previsioni iniziali. Anche gli equipaggi subirono un ridimensionamento. La configurazione attuale di sei uomini o donne venne raggiunta soltanto nel 2009. 

E nel futuro?

Sarà attiva almeno fino al 2024. Difficile e forse noioso ricordare l’avvicendamento che ha permesso di avere una stazione spaziale a 400 chilometri di quota. Tuttavia l'infografica della Nasa qui sotto ricorda qualche numero dell’imponente lavoro fin qui fatto e che dal 2011 vede la stazione orbitale nella sua struttura finale: 

⦁ dall’inizio della sua costruzione la ISS è stata visitata da 81 missioni con equipaggio;

⦁ per assemblare i vari moduli sono state necessarie quasi 190 passeggiate spaziali;

⦁ sono state necessarie ben 83 missioni di assemblamento o rifornimento e da alcuni anni anche le società private sono entrate nel giro dei lanci di rifornimento;

⦁ le 45 expedition hanno prodotto più di 1.200 articoli scientifici pubblicati nelle riviste di settore;

⦁ sono state realizzati più di 1.760 tipi di esperimenti diversi, compiuti da ricercatori di 83 Paesi diversi;

⦁ durante Expedition 1 furono condotti 22 esperimenti scientifici. Durante le due ultime missioni (Expedition 45 e la prossima Expedition 46) saranno 191 in tutto.

Al momento le nazioni che hanno partecipato alla costruzione della Stazione Spaziale Internazionale hanno sottoscritto che la manterranno in attività fino al 2024. Cosa succederà dopo non è ancora stato stabilito.