Le origini

Primo satellite artificiale

Poco più di 60 anni fa l’uomo riuscì a mettere in orbita intorno alla Terra il primo satellite artificiale. Era il 4 ottobre 1967 e lo Sputnik, che in russo significa ‘compagno di viaggio’ o ‘satellite’ nel senso astronomico del termine, era molto semplice. Aveva a bordo solo due trasmettitori di radiosegnali che irradiavano il caratteristico bip-bip per mezzo delle quattro antenne a baffo, ma ha consentito ai ricercatori di acquisire dati sulla densità dell’atmosfera e le caratteristiche della ionosfera.

Capo progettista della missione

Artefice di questo successo sovietico fu Sergej Korolëv un ucraino, noto come “capo progettista” (la sua vera identità fu resa nota solo dopo la sua prematura morte nel 1966). Seguirono il mese successivo lo Sputnik II con la cagnolina Laika (Kudrjavka, Ricciolina, il vero nome), il primo essere vivente in orbita. Ma il vero trionfo arrivò il 12 aprile 1961 con Jurij Gagarin lanciato nella Vodstock 1. Korolëv è stato lo straordinario progettista del lanciatori sovietici che hanno aperto l’era spaziale basandosi su missili concepiti per trasportare ordigni nucleari e modificati per utilizzi astronautici.

L’effetto di questi successi sui leader e l’opinione pubblica statunitense fu devastante e la reazione in termini di competizione non si fece attendere.

Alan Shepard e il razzo Redstone Mercury

Gli USA avevano ingaggiato Von Braun, il geniale progettista delle famigerate V2 che avevano terrorizzato Londra durante l’ultimo conflitto mondiale. 

Nuovamente una tecnologia militare venne  adattata per consentire la messa in orbita prima di satelliti e poi del primo americano nello spazio, il 5 maggio 61. Alan Shepard con il razzo Redstone Mercury compì un volo suborbitale.

Il discorso di John Kennedy

Il 20 febbraio 1962 con la missione Mercury-Atlas 6, John Glen diviene il primo statunitense a entrare in orbita attorno alla Terra.

La competizione si fece sempre più serrata e scese in campo uno straordinario politico.

Il 12 settembre 1962 John Kennedy, in un memorabile discorso alla Rice University pronunciò queste parole visionarie: “…Scegliamo di andare sulla Luna entro questo decennio e di fare ancora altre cose, non perché siano sfide facili, ma perché sono difficili…”)

Ancor più pregnante, è l’altro passaggio chiave di quel discorso, dove Kennedy metteva al centro non la competizione, ma le straordinarie potenzialità della cooperazione

 “lo spazio non ha ancora visto alcuna contesa, alcun pregiudizio, alcun conflitto nazionale. I suoi pericoli lo rendono a tutti ostile. La sua conquista merita il meglio di tutta l'umanità e questa occasione di cooperazione pacifica potrebbe non ripresentarsi più…”

GEMINI e la prima donna nello spazio

I sovietici continuarono però a collezionare primati.

Il 16 luglio 1963 è la volta di quello di Valentina Tereškova,  la prima donna nello spazio, sul Vostok 6.

Poco dopo  gli Stati Uniti lanciarono il programma Gemini che nel giro poco tempo avrebbe verificato tutte le tecniche di manovra in volo (rendez-vous, attracchi, ecc) necessari per realizzare le missione future con destinazione Luna.

Gus Grissom e John Young propulsi da un Titan II, il 23 marzo 1965 raggiunsero un’orbita bassa che completarono per tre volte.

Nel lancio successivo il Gemini 4 David McDiwit ed Edward White orbitano per più giorni intorno al nostro pianeta e White effettuò la prima attività extraveicolare americana, preceduta però dalla passeggiata  del sovietico Leonov.


L’Italia nello spazio

Il 15 dicembre 1964 inizia l’era spaziale per l’Italia  con il lancio del San Marco , progettato da Luigi Broglio all’Università di Roma e messo in orbita da personale italiano dalla base americana di Wallops. L’Italia diventava così il terzo paese al mondo a lanciare un satellite  in modo autonomo, dal progetto alla messa in orbita, da una piattaforma nell’Oceano Indiano in area tropicale.
L’Italia si collocava al terzo posto come nazione ad aver messo in orbita un proprio satellite autonomamente. Da allora progetti e collaborazioni hanno portato il nostro paese a impegnarsi sempre più nella ricerca e nelle imprese spaziali.

Ecco qualche esempio

Spacelab (1983-2000)

Mentre la Nasa sviluppava lo Shuttle, l’Alenia Spazio sotto la guida di Ernesto Vallerani progettava Spacelab, laboratorio riutilizzabile su misura della stiva della navetta americana. Ospitò centinaia di esperimenti di fisica, chimica, biologia, scienza dei materiali.


Spacehab (1993-2007)

Modulo pressurizzato progettato per lo Shuttle. In parte derivato dallo Spacelab.


GIOTTO (1986)

La missione europea “GIOTTO” segnò una prima assoluta: l’osservazione ravvicinata di una cometa. Lanciata da Kourou nel marzo 1986, la sonda passò ad appena 600 chilometri dal nucleo della cometa di Halley. L’Italia con la Laben fornì il computer di bordo, il sistema ottico fu progettato da Cesare Barbieri all’Università di Padova.


Thetered - Satellite al guinzaglio (1992)

L’originalissima missione Thetered, ideato da Bepi Colombo (Università di Padova), spianò la strada al primo astronauta italiano, Franco Malerba che con esso sperimentò la possibilità di generare potenza elettrica nello spazio a spese dell’energia cinetica della navetta spaziale e del campo magnetico terrestre. Il satellite era collegato allo Shuttle con un cavo lungo 20 chilometri. L’esperimento fu ripetuto nel 1996 con altri due astronauti italiani, Umberto Guidoni e Maurizio Cheli.


Beppo-Sax (1996-2003)

Satellite italo-olandese per l’osservazione in raggi X intitolato al fisico Giuseppe (Beppo) Occhialini. 

Agile (2007-ancora in funzione)

Piccolo satellite dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) per lo studio del cielo nei raggi X e gamma. Si devono ad esso molte scoperte e osservazioni, anche a supporto dello studio delle onde gravitazionali.


Programma Ariane  (1979-)

Serie di potenti razzi vettori per uso civile progettati e costruiti dal consorzio Arianespace per conto dell’Agenzia spaziale europea. Se ne sono susseguite varie generazioni a partire dall’Ariane 1 del 1979. L’Ariane 5 tuttora in esercizio ha messo a segno 100 successi su 104 lanci. La Avio di Colleferro fornisce i booster che al decollo forniscono una spinta aggiuntiva. 

VEGA (primo lancio 2012)

Lanciatore per piccoli e medi satelliti sviluppato da Arianespace in collaborazione dall’Agenzia spaziale europea e l’Agenzia spaziale italiana. Ha registrato finora 14 successi su 15 lanci.

Rosetta-Philae (2004-2016)

Missione europea che ha studiato nei minimi particolari la cometa Churyumov-Gerasimenko inseguendola per un lungo tratto della sua orbita e facendovi atterrare il laboratorio automatico Philae. Principal Investigator è stata Amalia Ercoli Finzi del Politecnico di Milano.


BepiColombo (2018-2025)

Missione di esplorazione scientifica diretta al pianeta Mercurio. Vi partecipano le agenzie spaziali europea e giapponese. Lanciata nel 2018 con un Ariane 5 da Kourou, entrerà in orbita intorno a Mercurio nel 2025.


ExoMars (2020)

Missione progettata dall’Agenzia spaziale europea e dall’Agenzia spaziale russa Roscosmos per l'esplorazione del pianeta Marte tramite un orbiter e un rover robotizzato.

Stazione spaziale Internazionale (1998)

Grande laboratorio orbitante nato dalla collaborazione tra Stati Uniti, Europa, Russia, Canada e Giappone con un investimento di 100 miliardi di euro in trent’anni. 

La massa è di 400 tonnellate, le dimensioni pari a quelle di un campo da calcio. Il volume abitabile è di 425 metri cubi, per metà realizzato in Italia alla Thales Alenia Space. La stessa azienda ha costruito due dei tre Nodi di interconnessione e la Cupola che offre una straordinaria visione della Terra dall’orbita a 400 km dal suolo. I moduli pressurizzati della Stazione, il laboratorio europeo Columbus e i moduli cargo per il trasporto dei rifornimenti possono essere considerati sviluppi dello Spacelab. Ospita ininterrottamente astronauti da vent’anni. Nel 2001 Umberto Guidoni fu il primo cittadino europeo a entrarvi. Tre moduli logistici (cargo) sono stati forniti da Thales Alenia Space e portano i nomi di Leonardo, Raffaello e Donatello.