Alla conquista della Luna

Missione Apollo/Saturn 204

Un grave incidente segna l’esordio della progetto Apollo per la conquista del nostro satellite. La gravità fu tale che si rischiò  l'annullamento dell’intero programma. L'Apollo/Saturn 204 infatti si incendiò sulla rampa di lancio il 27 gennaio 1967 durante un'esercitazione, al Pad 34. Morirono tutti i membri dell'equipaggio, composto dagli astronauti Virgil Grissom, Edward White e Roger Chaffee.

Fu un momento di grande dolore e disorientamento.

Durante le 3 successive missioni (1967-68) furono effettuate ulteriori prove di funzionalità, e la sicurezza.
• Nell’ottobre 1968 fu lanciato Apollo 7, il primo con equipaggio. 
• Nel dicembre 1968 l’Apollo 8 compì dieci giri intorno al nostro satellite.
• L’Apollo 9 (marzo 1969) tentò per la prima volta, nel corso di 151 orbite terrestri, lo sganciamento, l’avvicinamento e il riaggancio del modulo lunare LEM.
• L’Apollo 10 (maggio 1969) fu la prova generale di allunaggio: Thomas Stafford e Eugene Cernan scesero sul LEM, fino a 16 km dalla superficie lunare tutto era quindi pronto.
• Il 16 luglio 1969 l’Apollo 11, con a bordo gli astronauti Edwin Aldrin, Neil Armstrong e Michael Collins, iniziò il suo volo.

20 luglio 1969

Dopo l’entrata nell’orbita lunare, Aldrin e Armstrong si trasferirono nel LEM, mentre Collins rimase a bordo della navicella come pilota; il 20 luglio il LEM toccò la superficie lunare, nei pressi del Mare della Tranquillità.

La diretta televisiva dell’allunaggio venne seguita da milioni di persone in tutto il mondo. 

Nel novembre 1969 fu lanciato l’Apollo 12 che portò sulla Luna gli astronauti Charles Conrad e Alan Bean (a Space adventure trovate la sua cuffia di comunicazione). 

Da sinistra a destra Neil A. Armstrong, Michael Collins e Edwin E. Aldrin Jr.

“Hey, Houston, we have a problem!”

L’Apollo 13, partito nell’aprile 1970, fallì la sua missione per una grave avaria durante il volo, che costrinse gli astronauti a cancellare il piano di allunaggio.

“Okay, Houston, we have a problem here“, a pronunciare la frase divenuta poi famosissima fu Jack Swigert.
Un’esplosione danneggiò molti equipaggiamenti e limitò in modo critico le scorte di energia elettrica e ossigeno. Solo l’abilità dei tecnici a Houston che trovarono soluzione creative e il coraggio dell’equipaggio che le mise in atto, consentì agli astronauti di tornare a casa, trasformando la missione che fallì, in uno straordinario successo dal punto di vista della gestione dell’emergenza". Aggiungere l’immagine in allegato co la dida "l'unica speranza per sopravvivere era usare le pile a combustibile e le scorte di ossigeno del Modulo lunare, qui Swigert con i compagni realizza un collegamento essenziale al funzionamento di un filtro".